Descrizione
Operatore: Danilo GODONE in collaborazione con Franco GODONE, Giovanni MORTARA e Andrea TAMBURINI. Controllo del 2011.09.04. Il ghiacciaio, sempre diffusamente coperto di detrito, continua a manifestare una generalizzata riduzione di spessore, visibilmente apprezzabile tanto alla biforcazione dei due lobi terminali, quanto sul fianco destro, dove tende ad ampliarsi il vallo che si è venuto a creare tra margine del ghiacciaio e morena laterale. Analogamente, sul lato sinistro, la perdita di potenza del ghiacciaio espone sempre più il piede del ripidissimo fianco interno della morena laterale. La parete nord-orientale del Monte Rosa è vistosamente percorsa da una colata detritica che si spinge sino alla seraccata basale, a valle della quale una modesta depressione a forma di «S», quasi priva d’acqua, rappresenta la residua testimonianza del grande Lago Effimero di cui molto si parlò negli anni 2002-2003, periodo di straordinaria trasformazione dell’intero apparato glaciale. Sul Ghiacciaio del Belvedere è attualmente installata una rete di misura degli spostamenti superficiali e dell’ablazione puntuale composta da 6 paline ciascuna delle quali costituita da 5 elementi in legno della lunghezza di 2 m ciascuno, collegati tra loro con un cavetto d’acciaio. L’installazione è avvenuta previa realizzazione di fori della lunghezza di circa 9 m ciascuno, mediante impiego di sonda a vapore spalleggiabile. Le paline sono rispettivamente ubicate: due appena a valle della biforcazione (una su ciascuna lingua), due circa 500 m a monte della biforcazione e due circa 500 m a valle della confluenza del Ghiacciaio Settentrionale delle Locce. Le velocità medie annue puntuali di spostamento planimetrico sono comprese tra 15 e 25 metri; rispetto ai valori misurati nel periodo 2006- 2008 si osserva una generale riduzione di velocità, dell’ordine del 20-30%. Per quanto riguarda l’ablazione, i valori puntuali misurati variano tra 2.5 e 6 m, in funzione dell’esposizione locale e dello spessore della copertura detritica. Il valore massimo, pari a quasi 6 m di ghiaccio fuso, è stato misurato in corrispondenza della palina P8, ubicata circa 500 m a monte della biforcazione, in un’area in cui la copertura detritica è di pochi centimetri. Per quel che riguarda il tasso di ablazione giornaliera, si sono misurati valori massimi di quasi 5 cm/giorno nella seconda parte della stagione di ablazione 2011. In generale, i valori annui di ablazione sono risultati decisamente più elevati nel 2011 rispetto al 2010. Questo fatto potrebbe essere spiegato dalla presenza di prolungati periodi più freddi della norma durante la stagione di ablazione 2010, in particolare nella prima metà di Agosto e nella seconda metà di Settembre, mentre la stagione di ablazione del 2011 è stata più lunga e calda rispetto alla precedente. Nel mese di Giugno 2011, in corrispondenza dell’intaglio nella morena destra (nota come «breccia dell’Alpe Pedriola») e a seguito della diversione delle acque di scarico del Lago delle Locce direttamente sul Ghiacciaio del Belvedere (vedi richiamo specifico al n. 321), si è venuto a formare un temporaneo invaso epiglaciale. Il deflusso di questa modesta massa d’acqua è avvenuto inizialmente attraverso il corpo della morena creando difficoltà di guado lungo il sottostante sentiero che porta al Rifugio Zamboni. Successivamente l’attivazione di una via di deflusso endoglaciale ha portato al quasi completo svuotamento dell’invaso.
Dati addizionali
| denominazione corpo glaciale: | ghiacciaio del Belvedere |
| codice CGI: | 325 |
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| nome dell'operatore: | Godone D. |
| data dell'osservazione: | Sep 04 2011 |
| dinamica osservata: | decremento forte |
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| Attendibilità: |
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